contanti

Una multa che va dai 1.000 euro ai 5.000 euro è quello che, secondo la legge comma 913 verrà combinata ai danni dei datori di lavoro che pagheranno in contanti i propri dipendenti, qualunque sia il tipo di rapporto instaurato tra le parti.  È quanto stabilisce il comma 911 dell’articolo 1 della Legge di Bilancio, pubblicata in Gazzetta Ufficiale lo scorso 29 dicembre.

Dal prossimo 1° luglio, quindi, ogni datore di lavoro deve corrispondere la retribuzione, “nonché ogni anticipo di essa, attraverso una banca o un ufficio postale con uno dei seguenti mezzi: A) bonifico sul conto identificato dal codice IBAN indicato dal lavoratore; B) strumenti di pagamento elettronico; C) pagamento in contanti presso lo sportello bancario o postale dove il datore di lavoro abbia aperto un conto corrente di tesoreria con mandato di pagamento; D) emissione di un assegno consegnato direttamente al lavoratore o, in caso di suo comprovato impedimento, a un suo delegato.

L’impedimento – ricorda la legge – s’intende comprovato quando il delegato a ricevere il pagamento è il coniuge, il convivente o un familiare, in linea retta o collaterale, del lavoratore, purché di età non inferiore a sedici anni”.

Facebooktwitterredditpinterestmail

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *