Aria su pelle – 90×60

di Davide Musso

Il pittore in questo quadro ha voluto affrontare il tema della pazienza, l’oggetto in primo piano è qualcosa davanti al quale tutta la nostra fede rischia di andare in frantumi, dove non esistono religioni e i calendari sono più bianchi di un paio di mutande lavate col dash. Mani che danzano frenetiche, avanti e indietro, sopra e sotto, alla ricerca di un’aria calda che non uscirà mai, che se qualcuno dovesse entrare in bagno in quel momento non capirebbe se stiamo ballando la Macarena o ci stiamo cagando addosso.

Varcando la soglia di quel luogo che è invariabilmente posto in fondo a destra in tutti i locali ci accorgiamo subito se non c’è carta per asciugare la mani, e vedendo appeso al muro l’attrezzo di cui non conosce il nome nemmeno il demonio che l’ha inventato, lo sconforto ci assale. Dopo aver superato i mille ostacoli per lavarci le mani cercando di trovare la leva, il pedale, o il sensore, ci tocca superare quest’ultima prova.

Il pittore per decenza ha preferito non dipingere il momento in cui un soffio tipo uragano sulla Florida investe il malcapitato di turno, asciugandogli contemporaneamente mani, sudore e mutande.

Forse comincio a capire chi non lava le mani dopo essere andato in bagno… Non è vero, non li capisco.
Li odio

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