Spesa su carrello
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di Davide Musso

Stamattina sono andato in un noto supermercato cittadino, quindi, inforcato il carrello, due sacchi della spesa vuoti nel braccio e una tonnellata di pazienza mi sono avviato verso l’ingresso. Dopo aver schivato e schifato due geni incompresi che cercavano di uscire dell’entrata rimanendo intrappolati dietro al vetro tipo animali dello zoo, ho iniziato il pellegrinaggio tra gli scaffali.

E’ risaputo che la fauna selvatica che popola i supermercati è variegata e figlia del disagio. Si va dal morto vivente che si muove alla velocità delle placche tettoniche all’ipnotizzato che si marmorizza davanti uno scaffale e vi prende domicilio e residenza, che se per disgrazia devi prendere il caffè che si trova davanti a lui ti devi contorcere tipo i bulgari del circo. Poi c’è il giocoliere, che per non prendere il carrello decide di tenere tutto in mano, sulla testa e sotto le ascelle finendo inevitabilmente per “sdivacare” tutto a terra.

Il telefonista invece è quello che chiama a ripetizione la moglie pure per farsi dire la marca dell’acqua da prendere, non sia mai che sbagli particella di sodio da far accoppiare col suo unico neurone.

Poi abbiamo gli smarriti, li si vede vagare nel corridoio degli assorbenti alla ricerca di qualcosa che probabilmente non troveranno mai, finendo per evolversi nei telefonisti di cui sopra. Per ultimo la categoria più simpatica in assoluto, quelli che vogliono passare davanti alla fila perché hanno solo pochi prodotti che se non lo fai si offendono pure, poi ti impietosisci e pensando che in fondo non ti faranno perdere troppo tempo gli cedi il posto. Non ti pentirai mai abbastanza del tuo gesto quando al momento di pagare tireranno fuori un mazzo di buoni pasto da firmare e timbrare e impiegheranno ore per digitare un Pin.

Menzione d’onore per coloro i quali, mentre la cassiera passa i loro prodotti, vanno a prendere un’ultima cosa a volo perdendosi nel buco nero al centro del supermercato, creando una fila che arriva fino alla salumeria. Stephen Hawking ci è morto per risolvere l’enigma. Infine arrivato il mio turno alla cassa ecco l’ultima prova, la peggiore, l’ansia schiacciante di dover infilare rapidamente tutto nei sacchetti perché la cassiera è più veloce di una turbina di un 747 e i prodotti degli altri clienti incombono come una colata piroclastica. Buona spesa a tutti.
Il mio supermercato è differente

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